Sei interessato nelle cripto valute ma non hai mai approfondito seriamente l’argomento? Non ti preoccupare, ti daremo tutte le nozioni di base che ti aiuteranno a comprendere le criptovalute.

Inizieremo con le domande di base su cosa sono le criptovalute, e poi divideremo l’argomento in sezioni più piccole e facili da comprendere. Per una migliore comprensione, dobbiamo prima chiarire i concetti di moneta virtuale, blockchain, decentralizzazione e crittografia.

 

SOMMARIO

Criptovalute: cosa sono?

In primis, rispondiamo a questa domanda con una spiegazione generale.

Le criptovalute sono monete digitali (o virtuali) che utilizzano la crittografia — una tecnica per rendere sicura la comunicazione (cifratura). Grazie a questa funzione di sicurezza, la maggior parte delle criptovalute sono impossibili da falsificare, anche se in realtà la loro sicurezza dipende anche da molti altri fattori.

La maggior parte delle criptovalute si basa un sistema decentralizzato che lavora su una tecnologia blockchain. Questa è un libro mastro pubblico di transazioni, che è mantenuto e aggiornato da migliaia di persone (miners) intorno al mondo. Tutte le transazioni sono anonime ma disponibili pubblicamente.

In questo paragrafo abbiamo utilizzato alcuni termini che potresti ancora non conoscere, per questo li spiegheremo nel dettaglio nei capitoli seguenti.

 

Criptovalute: Cos’è una moneta digitale?

Tutte le criptovalute sono monete digitali. Esistono solamente sui computer, dal momento che non ci sono beni tangibili, come banconote o monete, nel sistema.

Le monete virtuali possono essere sia centralizzate, con la presenza di un centro di controllo sulla fornitura delle monete, o decentralizzate, nel qual caso il controllo sulla fornitura è gestito da varie fonti. Le criptovalute fanno parte del secondo blocco.

 

Criptovalute: Cos’è la crittografia?

Le criptovalute sono usate per convertire i dati delle transazioni. Uno degli strumenti di comunicazione cifrata più famoso è Enigma, utilizzato nella Seconda Guerra Mondiale.

Enigma, tuttavia, aveva delle imperfezioni, motivo per cui gli alleati riuscirono a trovare una soluzione per decifrare i messaggi di Enigma. La crittografia utilizzata per le criptovalute è inattaccabile. O almeno lo è per ora, anche se ci si aspetta che lo sarà ancora per tanto tempo, a meno che non avvenga un imprevedibile salto di qualità nel potere computazionale. I computer quantistici sono spesso indicati come uno dei possibili strumenti che renderanno obsoleta la crittografia moderna, ma sono ancora in fase altamente sperimentale.

La si può anche chiamare crittografia delle chiavi pubblica e privata. Questa crittografia consente l’identificazione di un paio di chiavi crittografiche: una chiave privata e una chiave pubblica.

 

Criptovalute: Cos’è la decentralizzazione?

Le criptovalute sono decentralizzate perché il sistema opera senza l’ausilio di una banca centrale o singolo amministratore. Il valore e la disponibilità di una criptomoneta sono gestiti dagli utenti stessi. In questo senso, è una moneta che appartiene veramente al popolo.

Per capire come funziona Bitcoin, è essenziale capire cos’è un network decentralizzato. Il concetto di decentralizzazione è già stato descritto in precedenza, ma possiamo osservarlo anche da un altro punto di vista. Quando visiti il tuo browser web e scrivi “www.google.com”, il tuo computer avvia una comunicazione con i server di Google. Solo allora il computer ti mostra i risultati della ricerca. Se per qualsiasi ragione i server di Google non fossero disponibili, non riusciresti a vedere i risultati. Questo perché i dati sono conservati in un network centralizzato.

In un network decentralizzato, si evitano questi problemi.

La caratteristica principale della criptovaluta è l’assenza di un ente centrale, questo la rende teoricamente immune da qualsiasi interferenza o manipolazione del governo.

 

Criptovalute: Cos’è la blockchain?

La blockchain è una tecnologia che implementa un libro mastro distribuito, che è sia chiaro a tutti che immutabile. È un libro mastro che raccoglie pubblicamente tutti i dati di transazione. Affinché una transazione sia registrata sulla blockchain, la maggioranza del network deve acconsentire. Così facendo, la rete decide che la transazione sia valida.

Spieghiamolo con un esempio. Hai mai mandato un file digitale (come una foto di un viaggio) per email a un tuo amico o alla tua famiglia? Se sì, allora hai inevitabilmente creato una copia digitale del file. È facile capire che non sarebbe l’ideale se lo stesso si potesse fare con le monete digitali.

La natura dei file digitali è quella di essere facilmente duplicabili. L’industria cinematografica e quella musicale hanno dovuto fare i conti con questo problema sin da quando internet e le tecnologie peer-to-peer han preso piede.

In ambito finanziario, il problema della duplicazione è detto problema di Doppia spesa. Come si elimina la possibilità di creare nuove monete dal nulla?

Adesso entra in gioco la blockchain, poiché permette la distribuzione ma non la duplicazione.

Abbiamo discusso questo nel dettaglio nel nostro articolo sulla tecnologia blockchain.

La blockchain è dunque una soluzione al problema di doppia spesa poiché le transazioni non possono essere duplicate, così che le monete non possano essere create dal nulla.

 

Criptovalute: Cos’è il mining?

Il mining è un sistema di consenso distribuito. Quando qualcuno vuole effettuare una transazione, tutti nel network decentralizzato ricevono una copia di essa. Tutti i membri del network devono confermare la transazione, riducendo o addirittura eliminando la possibilità di frode.

Sono molte le persone intorno al mondo che gestiscono il network. Il mining è un metodo usato per validare le transazioni in attesa di essere incluse nella blockchain.

È così che si raggiunge un ordine cronologico delle transazioni nella blockchain. Per essere confermata, la transazione deve essere immessa in un blocco, che è correlato a regole di cifratura severe, verificate e validate dai miners nel network. Nessun’entità governativa centralizzata è inclusa nel processo. È cosi che la neutralità del network di Bitcoin è tutelata.

Facciamo un veloce paragone con i sistemi tradizionali di moneta elettronica. Quando si fa un pagamento con carta di credito, l’emittente (ad esempio MasterCard) deve verificare e registrare la transazione.

Il processo di creazione di nuove criptovalute è detto mining, dal momento che ha molte similitudini con l’estrazione mineraria dell’oro. In ambo i casi, sono richiesti un gran dispendio di lavoro ed energia per produrre un qualcosa di valore.

In breve, i miners di Bitcoin creano nuove monete elargite come ricompensa per aver investito grandi quantità di potere computazionale per mantenere e proteggere il network!

 

Come usare e conservare le criptovalute

Le criptovalute esistono solo in formato digitale, quindi si potrebbe pensare che effettuare un pagamento con esse sia simile ad utilizzare una carta di credito o di debito. A una prima occhiata potrebbe sembrare così, ma le cose sono ben diverse dietro le quinte.

Le criptovalute esistono solamente sulla blockchain, e gli utenti accedono ai loro beni tramite le chiavi pubblica e privata. Le criptovalute non sono conservate in un posto sotto forma di file (nella sezione “cos’è la blockchain” si può trovare una lista di file digitali).

Si può immaginare che le criptovalute funzionino molto di più come delle email. Per ricevere un’email da qualcuno, bisogno prima condividere il proprio indirizzo email con la persona in questione. Allo stesso modo si fa per le criptovalute, ma in questo caso bisogna condividere la chiave pubblica (l’indirizzo del portafogli).

Bisogna conoscere la propria password per accedere alle proprie email. Stesso discorso per le criptovalute, solo che bisogna conoscere la chiave privata.

Il portafogli cripto è sempre composto da due parti. La prima è l’indirizzo pubblico del portafogli, da condividere pubblicamente senza preoccupazioni. La seconda parte è la chiave privata che non bisogna mai rivelare a nessuno.

La chiave privata è usata per cifrare le transazioni mentre quella pubblica per decifrarle. Di conseguenza, è di fondamentale importanza che la chiave privata rimanga sempre al sicuro, perché chi ha accesso alla chiave privata è il proprietario del portafogli. La chiave pubblica è concepita per essere condivisa con terzi e indica che si è il proprietario dell’indirizzo.

Si può dunque condividere la chiave pubblica ma la privata deve essere sempre tenuta in sicurezza.

 

Breve storia delle criptovalute

Diamo un’occhiata alla breve storia delle criptovalute. È strettamente correlata allo sviluppo di Bitcoin in quanto questa è stata la prima vera cripto valuta mondiale.

 

(-2008) Gli anni prima di Bitcoin

Negli anni precedenti la creazione di Bitcoin, c’erano già abbastanza prototipi di valute digitali online, ma nessuna riuscì ad affermarsi seriamente. Due esempi sono B-Money e BitGold, che furono progettate ma non superarono mai completamente la fase di sviluppo.

 

(2008) Satoshi Nakamoto e Bitcoin

Nell’agosto 2008, il dominio Internet bitcoin.org viene registrato e rimarrà da allora in poi la homepage delle più famose criptovalute. Il 31 ottobre dello stesso anno, una persona o organizzazione sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto pubblica un articolo scientifico dal nome Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System.

L’articolo presentava il concetto della tecnologia blockchain, e Bitcoin veniva descritto come una risorsa digitale nonché un sistema open source. Questo significa che non è proprietà di nessuno, e che chiunque potrebbe contribuire al suo utilizzo e sviluppo.

Al giorno d’oggi, ancora nessuno sa dell’identità di Satoshi Nakamoto. La sua figura ha alimentato molti miti e teorie. La cosa più probabile è che la sua identità rimarrà per sempre sconosciuta.

 

(2009) L’emergenza del cripto mining

All’inizio del 2009 il software di Bitcoin viene reso pubblico per la prima volta e Satoshi Nakamoto aveva minato i primi 50 Bitcoins dando vita alla storia del cripto mining. Di questi tempi solo un piccolo gruppo di programmatori e appassionati partecipava allo sviluppo di quella che pochi pensavano sarebbe diventata una tecnologia rivoluzionaria.

 

(2010) La prima transazione effettiva

Nel primo anno della sua esistenza, era difficile attribuire un valore reale ai Bitcoin in quanto non era scambiato su larga scala. Lo sviluppatore Gavin Andresen, ad esempio, comprò 10,000 Bitcoin per $50 e creò un sito chiamato Bitcoin Faucet, dove regalava i Bitcoin per divertimento.

Il caso più eclatante di quest’era è quello di Laszlo Hanyecz, uno sviluppatore che comprò due pizze per 10,000 Bitcoins. Questa dovrebbe essere la prima vera transazione con criptovaluta. Al picco del prezzo di Bitcoin, quelle due pizze sarebbero valse ben più di 100 milioni di dollari. Ma Laszlo non si è mai pentito della sua scelta, in quanto crede che quello fu un passaggio fondamentale per la crescita dell’ecosistema delle criptovalute.

Nel Dicembre 2010, Satoshi Nakamoto pubblicò l’ultimo suo messaggio pubblico sul forum online bitcointalk. Spiegò alcuni dettagli minori dell’ultima versione del software. Da allora, rimase in contatto con alcuni programmatori tramite email, ma non c’è alcuna traccia di lui dall’Aprile 2011. Con ogni probabilità, la sua identità rimarrà segreta per sempre.

 

(2011) Arrivo delle nuove criptovalute

Sulla base della tecnologia rivoluzionaria di Bitcoin e sulle ali del suo successo, l’idea di una valuta decentralizzata inizio pian piano a guadagnare interesse. Così, le prime criptovalute alternative iniziarono ad apparire. Noi le chiamiamo altcoins.

La maggior parte di esse sono un tentativo di migliorare il protocollo originale di Bitcoin con caratteristiche quali maggiore velocità, anonimia ecc. Litecoin fu una delle prime altcoins, per questo etichettata argento rispetto all’oro di Bitcoin. Al giorno d’oggi, ci sono migliaia di criptovalute.

 

(2013) La prima bolla importante

Nel gennaio del 2013, il prezzo di Bitcoin supera i $1,000 per la prima volta. Fu un traguardo importante nella sua storia, anche se il prezzo calò subito dopo per poi stagnare per circa due anni prima di risalire di nuovo verso punti record.

Alcune persone persero molto in questo periodo e Bitcoin guadagnò una fama negativa da parte della stampa. Nonostante ciò, la pubblicità fa sempre bene e le criptovalute finirono sotto gli occhi dei media e del grande pubblico.

Le criptovalute iniziarono a crescere seriamente, ma non era ancora chiaro se sarebbero sopravvissute. Molte di loro non ce la fecero.

 

(2014) Mt. Gox e i periodi burrascosi

Nel gennaio 2014, il più grande exchange di Bitcoin Mt. Gox viene hackerato. Lasciò ai ladri circa 850,000 Bitcoins! Ancora non è chiaro chi fosse il responsabile di quello che rimane tutt’ora il più grande furto nella storia di Bitcoin.

Le criptovalute sono basate su anonimia e decentralizzazione, quindi non sorprende che siano molto appetibili per i criminali, e quelli con una discreta conoscenza tecnica possono tranquillamente cancellare le proprie tracce.

Nel novembre 2014, il mondo delle criptovalute riceve altre brutte notizie. Ross Ulbricht, il fondatore del sito web Silk Road, viene condannato all’ergastolo. Le droghe rappresentavano circa il 70% di tutte le vendite sul suo sito web, e le transazioni erano possibili grazie a Bitcoin. In molti pensano che le accuse contro Ulbricht fossero false dal momento che parte delle prove è decisamente dubbia, ma le possibilità che egli venga rilasciato sono poche o nulle.

 

(2015) Ethereum e il boom delle altcoins

Il progetto Ethereum viene lanciato nel 2015, e si fa spesso riferimento ad esso come il primo vero utilizzo valido del sistema blockchain, costruito sull’idea di Bitcoin. Ethereum introduce gli smart contracts, un’idea interessante che rende possibile eseguire contratti pubblici e trasparenti dove le transazioni avvengo a seguito di condizioni ben determinate. La filosofia degli smart contracts dà vita a innumerevoli criptovalute emergenti basate sullo standard ERC20 e ospitate sulla blockchain di Ethereum.

 

(2016) Il momento di prosperità dei progetti ICO

La popolarità di Ethereum viene sottolineata dall’avvento di progetti che ricavano i propri fondi iniziali attraverso il crowdfunding. Questo tipo di finanziamento nell’ambito delle cripto è chiamato Initial Coin Offering (ICO). Le persone acquistano queste monete e tokens sulla base delle loro speranze nel progetto e sulla convinzione che i tokens virtuali acquisiranno valore quando il progetto pianificato verrà realizzato.

Alcune nazioni (come la Cina e alcuni stati in USA) hanno proibito questo tipo di progetti, o perlomeno dichiarato che potrebbero rappresentare, in alcuni casi, tentativi di frode e schemi di Ponzi presentati come investimenti legittimi.

 

(2017) Bitcoin raggiunge i 20,000 USD

Il numero di piattaforme di scambio disponibili pubblicamente e di exhanges aumenta gradualmente, rendendo molto più semplice il processo di acquisto o vendita delle criptovalute. Inoltre, i progetti ICO entrano nel loro periodo d’oro.

Tutto ciò contribuisce alla crescita rapida di tutto l’ecosistema. Questa giovane tecnologia promette grandi profitti, e la quota di mercato totale delle criptovalute supera gli 800 miliardi di dollari all’inizio del 2018. In pratica, tutte le criptovalute vanno a ruba.

 

(2018) Ritorno alla realtà

Questa crescita non era sostenibile, quindi senza nessuna sorpresa la bolla scoppia e i prezzi iniziano a calare. Molti progetti fallirono in quanto troppo ambiziosi per questa tecnologia ancora troppo giovane. Ma è bene ricordare che i cicli instabili sono normali per mercati giovani come questo.

 

Conclusioni

Il mondo è sempre più digitale e interconnesso, le criptovalute hanno un ruolo decisamente interessante in tutto ciò. Bitcoin e le altre criptovalute rappresentano uno dei possibili futuri della moneta, con alcune persone che pensano che rivoluzionerà il sistema finanziario globale.

Le criptovalute hanno decisamente il potenziale per cambiare le nostre vite e ridarci il controllo sui nostri averi, in particolare per le persone nel terzo mondo che non hanno lo stesso accesso ai sistemi bancari. Ci sono molti tipi di criptovalute, e ognuno di essi promette una soluzione unica a diversi problemi.

Commenta qui sotto con la tua opinione e con i tuoi dubbi!